• Quinta tappa

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    venerdì 29 giugno 2012massimoSenza categoria

    Schwalbe Tour Transalp, conquistato anche il Monte Grappa.

     

    La quinta tappa della Schwalbe Tour Transalp è partita da Falcade per portare i ciclisti alle pendici del Monte Grappa, dopo 129 km percorsi e 3050 metri di dislivello superati. La prima salita, ripida e leggermente discontinua, ha messo subito alla prova gli atleti, che cominciano a risentire delle fatiche dei giorni di gara precedenti. Prima la discesa verso la foresta di Panaveggio, poi la salita verso passo Rolle hanno completato l’avvicinamento al Monte Grappa, temuto da tutti anche perché inserito per la prima volta nel tracciato di gara. Da S. Martino di Castrozza 50 km di veloce discesa, e poi da Fonzaso sono iniziati i 28 km di salita verso la vetta sacra alla patria. La giornata molto calda non ha certo facilitato questa fase di gara, e ha costretto gli organizzatori ad inserire un ulteriore punto di rifornimento acqua, oltre ai due tradizionali ristori, sempre ben forniti. 

    I belgi del team Grinta, Houben e Van Damme hanno prevalso nella classifica maschile, davanti ai leader di categoria, i tedeschi Obwaller e Bendl (team Skins-Flachau-mailis.de): hanno concluso in poco più di 4 ore e 12 minuti, vincendo la volata. Ancora al terzo posto i fratelli Michael e Martin Hempfer del team Sram Zweidradsport.

    Il miglior tempo di tappa spetta ancora all’italiano Wiener Weiss e al tedesco Bernd Hornetz (merkur-druck.com/masters), che pur essendo masters hanno concluso con dieci minuti di vantaggio sulla prima coppia maschile: veramente notevole il fatto che siano riusciti a completare una tappa così difficile in poco più di quattro ore. Alle loro spalle sempre due squadre tedesche, Isarnet Corratec e Scott Radhaus Starnberg: ovviamente nessuna variazione quindi nel ranking.

    Tra le donne è arrivata al primo posto  la coppia italo tedesca composta da Marina Ilmer e Beate Zanner (team merkur-druck.com/girls), che consolida il proprio ruolo di leader di categoria. Al secondo posto  di giornata le austriache Pleyer e Schorn, seguite da Dietzen e Dietl, come già accaduto nei giorni passati.

    Nel mixed il team tedesco-finlandese composto da Carsten Bresser e Pia Sundesdt (Sigma-Craft Rocky Mountain) è stato battuto per una manciata di secondi dal team Strassacker di Stupke e Kopietz. Terzo il team Schwalbe 1.

    Tra i grand masters si ripete l’ordine d’arrivo della quarta tappa: si è nuovamente imposto il Team Scott composto da Hafenrichter e Nussbaumer, coppia svizzero-tedesca: Marco Poier e Erwin Hickl al secondo posto, con il team Carraro di Bortolotti e Dellagiacoma sul terzo gradino del podio.

    Le novità sul percorso sono state apprezzate da tutti: è vero che le Dolomiti offrono dei panorami ineguagliabili, ma dal Grappa, se il cielo è limpido, si distingue nettamente Venezia e la laguna.

    Si sono percepite le differenti impostazioni dei comitati organizzatori di tappa nell’accogliere la carovana. In Germania ed Austria il pasta party era semplicemente un piatto di pasta. San Vigilio di Marebbe, Falcade ma soprattutto Crespano del Grappa hanno invece messo a disposizione una cena completa, senza particolari speculazioni sulle altre consumazioni. Anche per quanto riguarda le docce ci sono state differenze notevoli, ma molto è dipeso dalle strutture utilizzate: alcuni palazzetti dello sport si sono rivelati nettamente insufficienti, tanto per il numero delle docce quanto per la temperatura dell’acqua, a volte gelata.

    La sesta tappa ci porterà a Trento, e se la quinta si presentava come la piu’ dura, la prossima sarà sicuramente la più lunga: 147 km per 2750 metri di dislivello.

  • Quarta tappa

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    mercoledì 27 giugno 2012massimoSenza categoria

    Schwalbe Tour Transalp, il giorno delle Dolomiti!

    La quarta tappa della Schwalbe Tour Transalp è stata interamente dedicata alle Dolomiti, visto che la strada che ci ha portato da S. Vigilio di Marebbe a Falcade attraversa proprio il cuore di quelle che a ragione sono state definite le montagne più belle del mondo.

    Dopo aver raggiunto il passo Gardena dalla Val Badia ci siamo diretti verso il passo Sella,  seguendo quello che viene definito Sella Ronda, che consente di ammirare tutte le cime più conosciute: Santa Croce, Sassolungo, Sella, Pelmo, Civetta. La Marmolada l’abbiamo ammirata dal passo Fedaia, dove siamo saliti prima di recarci a Falcade. Un panorama indimenticabile, esaltato dalla splendida giornata di sole, percorso nella bella stagione da centinaia e centinaia di ciclisti. I 108 km del tracciato sono stati percorsi in parecchi momenti in mezzo al traffico, a volte con qualche difficoltà: il fatto che le Dolomiti siano patrimonio dell’Unesco implica una notevole presenza di uomini ed auto.  

    Nella quarta frazione le cose non sono cambiate di molto per quanto riguarda le classifiche: la coppia composta dai tedeschi Obwaller e Bendl (team Skins-Flachau-mailis.de), categoria maschile, e quella composta dall’italiano Wiener Weiss e dal tedesco Bernd Hornetz, masters, (merkur-druck.com/masters) hanno fatto anche oggi gara a sé, arrivando sul traguardo in 3 ore e 24 minuti. I tedeschi hanno ottenuto il primo posto assoluto per una questione di centesimi, ma si è visto chiaramente che le due squadre si alternano nella vittoria, e si danno il cambio lungo tutta la tappa. Entrambe sono inoltre saldamente al comando delle rispettive categorie. 

    Nella classifica maschile sono arrivati secondi i belgi del Team Grinta, Houben e Van Damme, al terzo posto i fratelli Michael e Martin Hempfer. Nei masters si sono aggiudicati gli altri posti del podio Oettl e Hofmann, del team Isarnet Corratec e Magic Placet Cycling Adventures, un team tedesco/canadese che già aveva raggiunto il podio nella terza frazione di gara.

    Tra le donne vince ancora la coppia italo tedesca composta da Marina Ilmer e Beate Zanner (team merkur-druck.com/girls), sempre al comando della classifica di categoria.

    Al secondo posto le austriache Pleyer e Schorn, seguite da team tedesco Mama Africa Girls.

    Nel mixed sempre protagonista il team tedesco-finlandese composto da Carsten Bresser e Pia Sundesdt (Sigma-Craft Rocky Mountain), che hanno staccato di circa due minuti due squadre tedesche: il team Strassacker ed il team Schwalbe 1.

    Tra i grand masters si sono imposti Marco Poier e Erwin Hickl: il team italo tedesco rimane così al comando della classifica generale, davanti al Team Scott composto da Hafenrichter e Nussbaumer, coppia svizzero-tedesca anche oggi seconda: il team Carraro di Bortolotti e Dellagiacoma si riconferma su terzo gradino del podio e anche nel ranking generale.

  • Terza tappa

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    martedì 26 giugno 2012massimoSenza categoria

    Schwalbe Tour Transalp arriva a San Vigilio di Marebbe

    Si è conclusa anche la terza tappa della Schwalbe Tour Transalp, grazie alla quale i ciclisti sono arrivati a San Vigilio di Marebbe. Ma al loro arrivo la prima cosa da fare è stato cercare di recuperare le forze: la durezza della terza frazione di gara non ha certo permesso di godersi in pieno lo splendido panorama circostante. I tremila metri di dislivello superati erano distribuiti su 85 km, con partenza da Bressanone, che ci ha regalato una splendida giornata d’estate. Solo sui passi il sole si è coperto, con qualche ventata d’aria piuttosto fredda nelle discese. La tappa è partita subito in salita, raggiungendo Luson e da qui il passo delle Erbe: 29 km di salita su una strada secondaria che risale un torrente, ripidissima e difficile da decifrare. Ma il panorama che dal passo permette quasi di toccare con mano il gruppo delle Odle ed il Sasso Putia è sinceramente entusiasmante: ci si ferma volentieri un attimo in piu’ al punto di ristoro per riempire lo sguardo. Dopo una discesa breve si procede verso Plan de Corones, naturalmente senza aver percorso un solo metro di strada pianeggiante: da una pista ciclabile panoramica si accede alla strada che porta al passo Furcia. Dal secondo punto di ristoro all’arrivo mancano ancora 26 km e 930 metri di dislivello, la parte finale della tappa si rivelerà altrettanto impegnativa di quella iniziale. 

    La classifica maschile ha visto prevalere per la terza volta la coppia composta dai tedeschi Obwaller e Bendl (team Skins-Flachau-mailis.de), che hanno concluso in poco più di 3 ore e 8 minuti, segnando il miglior tempo assoluto. Sono arrivati davanti ai belgi del Team Grinta, Houben e Van Damme, che così raggiungono il secondo posto nella generale, ancora saldamente in mano ai vincitori di tappa. Al terzo posto il team Bikepalast Austria.

    L’italiano Wiener Weiss e al tedesco Bernd Hornetz (merkur-druck.com/masters), vincono ancora nei masters e rimangono saldamente in testa alla classifica di categoria: dietro a loro  Isarnet Corratec e Magic Placet Cycling Adventures, un team tedesco/canadese.

    Tra le donne vince la coppia italo tedesca composta da Marina Ilmer e Beate Zanner (team merkur-druck.com/girls), sempre al comando della classifica di categoria.

    Al secondo posto di giornata le austriache Pleyer e Schorn, seguite da Dietzen e Dietl.

    Nel mixed sempre protagonista il team tedesco-finlandese composto da Carsten Bresser e Pia Sundesdt (Sigma-Craft Rocky Mountain), che hanno staccato in modo piuttosto netto Prieling/Ramsauer e Moser/Kratt.

    Tra i grand masters si sono imposti Marco Poier e Erwin Hickl: il team italo tedesco balza così al comando della classifica generale, davanti al Team Scott composto da Hafenrichter e Nussbaumer, coppia svizzero-tedesca oggi seconda: il team Carraro di Bortolotti e Dellagiacoma si conferma su terzo gradino del podio e anche nel ranking.

    Cominciano a disgregarsi i team in gara, e sono molti quelli che cercano comunque di arrivare al traguardo, quantomeno come finisher individuali: perlomeno questo darà loro la possibilità di completare lo splendido percorso ideato dallo staff di Uli Stanciu, ideatore sia dello Schwalbe Tour Transalp che del Transalp Bike Challenge. Chi ha avuto la fortuna di prendere parte ad entrambe sa che lo spirito è lo stesso, ma la differenza tra i mezzi usati ne implica altre. Per esempio non bisogna tardare a chiedere l’assistenza meccanica, che in molte competizioni è garantita a tutti coloro che ne hanno bisogno: qui invece ad una certa ora l’officina mobile si ferma e, così come è capitato a noi, bisogna cercare di rimediare da sé.

    La quarta tappa ci porterà fino a Falcade, e dovremo superare tre passi che sono nella storia del ciclismo di ogni tempo: Gardena, Sella e Fedaia: sono circa 107 km per 2561 metri di dislivello.

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